Dall’introspezione al racconto di sé: intervista ad Elena Giannopolo

Le nostre interviste ci permettono di scoprire un universo femminile che si muove tutti i giorni in un percorso scosceso e faticoso. Una molteplicità di donne che tutte le mattine, nonostante siano consapevoli della difficoltà,  indossano le loro migliori scarpe da sterrato e, mano alla propria bussola valoriale, procedono determinate e motivate verso il raggiungimento dei propri obiettivi.

Abbiamo chiesto ad Elena di togliere per un attimo quegli scarponi, sedersi con noi attorno al fuoco della sera e raccontarci la sua storia.

Elena qual è il tuo Valore X e quando ti sei accorta che fosse proprio quello?

Quando mi avete inviato le domande. Le ho lette e di primo acchito non ho trovato risposte, richiedevano un momento di introspezione su di me che non avevo mai preso, un tempo che non mi ero mai dedicata.

Anche per questo vi ringrazio, oltre a sentirmi onorata di partecipare ad un progetto come il vostro, mi avete aiutato a trovare il tempo per me, per guardarmi dentro.

Il mio valore X?

Un’incognita, come la X dietro le equazioni per certi versi. Posso dire però che se rifletto sulla mia storia, vedo il mio valore X come l’unione di costanza e tenacia.

Da quando ero sui banchi di scuola ad oggi la definizione degli obiettivi personali e professionali e la perseveranza e la dedizione nel raggiungerli sono state caratteristiche della mia X. Nonostante abbia iniziato a lavorare presto e non abbia potuto frequentare le lezioni universitarie, sono riuscita a laurearmi con il massimo dei voti, studiando di notte dopo il lavoro. Lo stesso per il master serale.

Nello studio, nell’essere manager, nell’essere mamma, ma anche nel binomio più recente di mamma e consulente, ho sempre avuto obiettivi chiari e la voglia di raggiungerli, non necessariamente subito, ma pianificando tempi e modi.

Penso che noi donne siamo brave a motivare e a spronare, ma sappiamo anche sognare e far sognare gli altri insieme a noi, trasformando i nostri sogni in realtà.

Come riesci ad esprimerlo nella tua vita quotidiana?

Amo il fare unito all’innovare. Mi piace nuotare in mare aperto, ma cerco di dosare le energie per arrivare al traguardo, anche sulle lunghe distanze. Accolgo le nuove sfide e le opportunità preparandomi, creando progetti e pianificando tempistiche e obiettivi, studiando, ma anche imparando dalle persone che mi circondano e lavorando in team.

Quali sono le maggiori difficoltà che hai riscontrato nell’esprimere il tuo potenziale?

Le maggiori difficoltà le ho incontrate quando mi sono messa in proprio. Dopo 10 anni nel marketing (anche internazionale) in aziende multinazionali, le mie competenze e le mie capacità erano già riconosciute; mettendomi in proprio, ho dovuto ricominciare tutto daccapo.

Pensavo che sarebbe stato facile, perché il mio progetto era di portare i modelli di marketing (di analisi, pianificazione strategica e esecutiva) delle grandi aziende nelle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di aumentarne i ritorni sull’investimento. L’utilità del progetto pensavo potesse giustificarne la facilità, invece mi sono accorta che quando fai parte di una società con un nome importante le porte si aprono facilmente, quando ti presenti da sola devi ancor di più tirare fuori le unghie e dimostrare le tue capacità, pianificare ossessivamente il lavoro ogni giorno per arrivare a raggiungere obiettivi e clienti.

Ti hanno mai detto non ce la farai mai? Come hai reagito?

Sì, me l’hanno detto o mi hanno messo in guardia dicendo che era molto difficile, ma non mi hanno mai spaventata. Probabilmente perché le sfide mi piacciono e le cose facili mi annoiano e quando me l’hanno detto hanno ottenuto l’effetto opposto, quello di spingermi ancor di più ad impegnarmi per far vedere che così non sarebbe stato, per convincerli che avevano sbagliato e che non è sempre la strada più facile quella che dà le maggiori soddisfazioni.

Quali sono stati i fattori chiave che ti hanno permesso di diventare la donna e la professionista che sei oggi?

Sicuramente l’aver avuto al mio fianco, prima un fidanzato, poi un marito (siamo insieme da ben 21 anni!) che ha sempre creduto in me e che ha sposato non solo me, ma anche le mie convinzioni e i miei ideali, appoggiandomi anche nei momenti difficili. La lunga malattia e la scomparsa di mia mamma è stato uno di quelli e ha fortemente segnato la mia vita. Se mi sono messa in proprio, l’ho fatto anche per lei. E poi la mia famiglia, amici, colleghi, conoscenti, imprenditori che mi hanno dato fiducia, sicuramente senza l’aiuto di tante persone che hanno creduto in me non sarei riuscita a raggiungere obiettivi personali e lavorativi.

Sei mai stata vittima degli stereotipi?

Penso che un pò per tutte le donne gli stereotipi siano una vera e propria persecuzione.

Nel mio caso già il fatto di essere nata bionda ne ha portati con sé molti… l’associazione bionda, carina e oca, ancora molto diffusa, nonostante i film di Marilyn Monroe non siano più tanto attuali, mi ha fatto sempre castigare la mia apparenza perché si giudicassero di più le mie parole che il mio aspetto.

Anche lo stereotipo del perfezionismo che noi donne ci sentiamo spesso attaccare addosso come una spilla: donna perfetta, mamma perfetta … come la si vede nei film e nelle pubblicità. Devo dire che io cerco di mettercela tutta, ma più che perfetta spesso mi capita di essere una mamma acrobata con tante peripezie da fare, ma in un equilibrio precario 😉

Se potessi tornare indietro ai tempi del liceo cosa diresti ad Elena adolescente?

Alla Elena adolescente direi di sorridere di più. Ho frequentato il collegio e un’educazione molto rigida mi ha spesso tolto il sorriso. Oggi sono contenta di averlo riconquistato. Sono una donna felice, ho due figli meravigliosi e sono un’entusiasta per natura ed oggi il sorriso cerco di non farmelo mancare mai!

Se potessi invece viaggiare nel futuro e parlare alla Elena di oggi quali parole le riserveresti?

Non saprei. Sicuramente voglio godermi la vita giorno per giorno e cercare di determinare il mio futuro. Ho preso una frase di Eleanor Roosvelt a mio motto: “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”.

Lavoro e famiglia, una conciliazione complicata o un modello funzionale che sei riuscita a costruirti nella tua sfera privata?

A volte sembra che il tempo non basti mai, ma il pianificare mi aiuta molto. Il mio Iphone insieme al Google Calendar sono strumenti essenziali per definire la mia organizzazione quotidiana. Tutto è conciliabile, basta volerlo e darsi delle priorità. Posticipare un appuntamento per andare a prendere i miei figli che tornano da una gita o spostarmi per una trasferta lavorativa, tutto è possibile, basta solo organizzarsi prima e farlo con il dovuto anticipo. La mia agenda è programmata a 15 giorni, ma tutto questo mi permette di conciliare famiglia e lavoro. Gli imprevisti ci sono, ma per quelli esistono gli esercizi acrobatici.

Lavorare in azienda o creare da zero un’azienda?

Nel creare un’azienda da zero si possono avere molte più soddisfazioni, significa realizzare il proprio progetto imprenditoriale. Certo non è facile, perché oggi servono competenze diversificate, anche di comunicazione e marketing, che la startup o l’imprenditore non sempre possiedono. Dalla mia esperienza però anche aziende consolidate, che si impegnano al cambiamento, innovando, anche attraverso una trasformazione digitale del loro business, eventualmente facendosi supportare anche da consulenti esterni nel cambiamento (mi permetto di portare un po’ anche l’acqua al mio mulino), hanno più successo oggi di ieri. Così come nuove aziende che partono sviluppando nuovi modelli di business. Ne ho viste di startup che sono riuscite a decollare, nonostante si parli tanto di crisi.

Credi che i Brand possano “cambiare il mondo”?

Penso che i brand intesi come aziende possano veramente cambiare il mondo. Una competizione etica e sana, aperta al nuovo e contro i poteri precostituiti e le lobby è la chiave secondo me per cambiare il futuro della cultura imprenditoriale del nostro paese.

L’Italia ne ha molto bisogno, ci sono tante realtà piccole e innovative che finora non sono riuscite ad emergere perché non sostenute dai poteri forti. Con il web invece fortunatamente stiamo andando verso un panorama imprenditoriale più etico e democratico. Oggi con internet anche i commenti dei singoli utenti hanno un loro peso e determinano le scelte di acquisto, per questo le aziende genuine e oneste sono vincenti. Anche le startup, grazie ad internet, possono avere accesso nel raccogliere capitale da investire in sviluppo, anche solo con il crowdfunding.

E tu pensi che potresti “cambiare il mondo”? Cosa ti motiva o ti demotiva a riguardo?

Penso che ognuno di noi possa avere con le sue azioni un ruolo nel cambiamento. Da parte mia cerco di impegnarmi nell’educazione dei miei figli per farli vivere anche in futuro nel rispetto, nelle correttezza, nella collaborazione. Per quel che riesco, cerco di impegnarmi anche nel sociale, supportando delle associazioni territoriali. Credo che la nostra generazione sia responsabile del mondo in cui vivranno i nostri figli.

Hai un libro da consigliarci che possa stimolarci a guardare la realtà con occhi diversi?

Sono tre i libri che vorrei consigliarvi. Due per il business, uno per la vostra vita.

Seth Godin La mucca viola e Strategia Oceano Blu di Chan Kim e Mauborgne, sicuramente cambieranno la vostra visione del lavoro e del futuro della vostra attività se siete un imprenditore. No limits di Joe Vitale se volete che la vostra vita esca dai tradizionali schemi.

Il tuo payoff personale?

“L’atteggiamento è una piccola cosa che fa una grande differenza” Rudyard Kipling

Elena-Giannopolo-Intervista-Valore-x

Il progetto di Valore X mi è piaciuto fin da subito. Per noi donne non è sempre facile parlare di noi stesse e tirare fuori le nostre difficoltà. A volte cerchiamo di farci vedere più forti di quel che siamo perché le nostre debolezze possono renderci vulnerabili e non ci piace raccontarle. I nostri racconti però possono aiutarci reciprocamente ad affrontare quello che viviamo giorno dopo giorno e capire come il nostro valore x possa aiutarci a superare le nostre difficoltà e paure.

Spero vivamente che Valore X possa avere un grande successo! Buon lavoro e a presto!

 

 

Un pensiero su “Dall’introspezione al racconto di sé: intervista ad Elena Giannopolo

  1. Sei un esempio per tutte noi e quella pacca sulla spalla che ci aiuta a non mollare e a cercare la nostra strada nonostante la fatica. Grazie per la tua bella storia.

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