Focus sulle priorità e obiettivi realistici – Paola Basso si racconta a Valore X

Ci sono donne che sorridono mentre ti raccontano una quotidianità vissuta con il fiato corto dal lunedì al venerdì…a volte anche nel week-end. Una vita organizzata a fatica fino all’ultimo dettaglio in un groviglio di riunioni, baby-sitter, trasferte, nonni, clienti e imprevisti dell’ultimo minuto.

Sorridono perché nonostante tutto ce la stanno facendo, nonostante la fatica e il carico familiare ancora non equamente suddiviso. Fosse anche per il solo impegno mentale della gestione della casa e dei figli che resta ancora prerogativa femminile.

Sorridono perché la loro affermazione professionale è frutto di un duro percorso di studio e lavoro, di dedizione, tenacia e determinazione. E la consapevolezza di essere riuscite a realizzare se stesse come mamme, senza rinunciare a ciò per cui si sono per anni preparate, le riempie di soddisfazione.

Paola Basso incarna alla perfezione tutto questo. Alle spalle un brillante percorso accademico che le ha permesso di affermarsi per le proprie capacità in un ambito tradizionalmente maschile. Oggi è Senior Account Manager in una multinazionale di largo consumo e contemporaneamente moglie e mamma di 2 bambini.

Un messaggio chiaro il suo: definisci la tua scala valoriale, focalizzati sulle tue priorità, impegnati rimanendo fedele a te stessa e sii realistica rispetto agli obiettivi che ti poni.

Ecco cosa ci ha raccontato di lei:

Paola qual è il tuo Valore X e quando ti sei accorta che fosse proprio quello?

Il mio valore X è il “fair play”, nel quale credo fortemente. Lo avverto ogni giorno perché mi fa star bene con me stessa e con gli altri e perché ho la fortuna di lavorare in un’azienda straordinaria dove questo valore viene riconosciuto.

Come riesci ad esprimerlo nella tua vita quotidiana?

Nella sfera privata lo esprimo nel mio modo di essere con la famiglia e nell’indirizzare l’educazione dei bambini verso comportamenti che lo prendano come punto di origine. In quella lavorativa, lo esprimo soprattutto nel riconoscimento senza remore dei successi altrui.

Quali sono le maggiori difficoltà che hai riscontrato nell’esprimere il tuo potenziale?

Lavorando nel settore commerciale, ancora prettamente maschile, è stato difficile far conoscere le mie competenze, le mie conoscenze e il mio potenziale senza utilizzare uno stile di leadership aggressiva come da attese di mercato. Nel tempo, consolidando la mia posizione sono riuscita ad esprimere maggiormente la mia specificità e a dare un pò di spazio a quell’emotività che mi appartiene per natura.

Ti hanno mai detto non ce la farai mai?

Mi hanno detto molte cose e me ne diranno tante altre. Occorre continuare a lavorare sempre su se stessi senza piangersi addosso per i commenti e le cattiverie altrui. Vanno accettate come parte integrante della vita. Personalmente sono molto autocritica e sono in grado di avere una visione piuttosto lucida della realtà, riuscendo in questo modo a dare quasi sempre il giusto peso alle situazioni. Metto in conto il fatto di non riuscire a raggiungere sempre tutti gli obiettivi che mi prefiggo ma il mio atteggiamento mentale resta  sempre lo stesso, in ogni situazione: se sei convinta di potercela fare procedi con determinazione a prescindere dal risultato finale. Agendo in questo modo non raggiungere un obiettivo non significa fallire ma esserci andata molto vicino.

Quali sono stati i fattori chiave che ti hanno permesso di diventare la donna e la professionista che sei oggi?

  • Il senso di responsabilità che metto in tutti i miei progetti, di vita e di lavoro
  • Avere chiare priorità:
    1. Famiglia
    2. Lavoro
    3. Amici/Svago, forse opinabile ma mi permette di avere certezze ed equilibrio
  • Il mantenermi aggiornata, aperta alla conoscenza di nuove persone e nuovi progetti (come Valore X ad esempio), fondamentali per la mia crescita personale
  • Viaggiare, come irrinunciabile fonte di arricchimento
  • Saper riconoscere gli errori, affrontare qualche sconfitta e vedere possibili soluzioni dove gli altri vedono problemi

Se potessi tornare indietro ai tempi del liceo cosa diresti alla Paola adolescente?

Osa di più, impara bene le lingue, investi sulla cultura artistica e musicale, fa bene alla mente, al cuore e di certo al tuo futuro

Se potessi invece viaggiare nel futuro e parlare alla Paola di oggi quali parole le riserveresti?

Ti stimo perché hai saputo mettere al centro della tua vita la famiglia senza rinunciare alle soddisfazioni lavorative

Qual è la tua percezione del “tempo” in cui viviamo?

Un mondo veloce e pieno di opportunità e di rischi. È per questo che dobbiamo scegliere quale partita giocare e in quale campo (il lavoro/la solidarietà/la beneficenza/la scoperta di nuovi mondi)

La sensazione è che le nuove generazioni crescano in un clima negativo, fatto di annientamento della possibilità e annichilimento delle potenzialità. A che livello pensi occorra agire per cambiare questo clima?

Il mondo oggi offre tanto ai nostri figli ed è ovviamente più competitivo. Bisogna educarli fin dall’infanzia al rispetto, all’impegno e all’importanza della diversità uomo-donna, bambino-anziano, giallo-blu…

Lavoro e famiglia, una conciliazione complicata o un modello funzionale che sei riuscita a costruirti nella tua sfera privata?

Credo sia fondamentale partire dalla propria definizione di successo. Devi fare delle scelte, è ovvio, non puoi pensare di fare l’astronauta, avere 5 figli, praticare 2 sport e percorrere la “via missionaria”. Rischieresti di fare tutto male e di soccombere alla frustrazione della coperta troppo corta. Il mio suggerimento è: definisci la tua idea di successo e persegui le tue priorità. Lavoro e famiglia sono assolutamente conciliabili.

Pensi che potresti, nel tuo piccolo, “cambiare il mondo”?

Penso che le azioni di ognuno di noi abbiano un impatto sul mondo. Da parte mia l’impegno sociale va soprattutto nella direzione dell’educazione dei figli, educarli alla correttezza, alla solidarietà e alla collaborazione. Siamo responsabili delle future generazioni.

Ti senti rappresentata e tutelata come donna dalle politiche del nostro paese?

C’è un cambiamento in corso. In Italia la stratificazione della cultura della scappatoia  è una realtà e avremo bisogno di diverse generazioni per cambiarla. Ci sono poche donne ai vertici, è vero, è però anche vero che le donne devono convincersi per prime che possono farcela (se quello è il loro obiettivo).

Se potessi lanciare una sfida per il cambiamento sociale quale sarebbe?

Raggiungere la parità nei lavori e nelle responsabilità di casa. Questo significherà parità uomo-donna anche sul lavoro.

Hai un libro da consigliarci che possa stimolarci a guardare la realtà con occhi diversi?

Più che un libro mi piace riportare questa citazione: “prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro” Papa Paolo Giovanni II

Il tuo payoff personale?

Avanti tutta!

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5 pensieri su “Focus sulle priorità e obiettivi realistici – Paola Basso si racconta a Valore X

  1. Ciao Manuela! Certo che no, anche per questo raccontiamo donne come Paola e mi pare di capire come te 😉 L’obiettivo è di allargare il punto di vista su di noi, raccontare che è POSSIBILE, essere d’ispirazione per le tante che hanno paura di non farcela a conciliare tutto e preferiscono fare un passo indietro, subendo la loro stessa scelta, e far sentire meno sole coloro che si sentono tali in quanto diverse dalla moltitudine che le circonda. Grazie per il tuo commento!

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