La felicità esiste ed è coraggiosa. Intervista a Eufemia Scannapieco.

Accento campano DOC, preparazione, entusiasmo e felicità. Se ti dovessi descrivere Eufemia, queste sarebbero le 4 peculiarità a cui non potrei mai rinunciare per raccontartela. La foto che ha scelto per noi ne conferma almeno 3…per l’accento…ne riparliamo più sotto 😉

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Eufemia Scannapieco si  occupa di comunicazione e strategia digitale nell’agenzia piano., fondata lo scorso febbraio con Ylenia Cuccurullo e Luciana Lorenzo. Ci sono voluti 7 anni di gavetta ed apprendimento prima di fare il grande salto, ma l’esperienza maturata in web agency, seguendo diversi progetti di conventional e unconventional marketing, è stata certamente fondamentale per costruire lo scheletro dell’agenzia stessa, che sviluppa strategie e azioni di comunicazione sartoriale per aziende e professionisti.

Le abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla più da vicino e farci contagiare dalla sua carica positiva.

Eufemia, apriamo sempre le nostre interviste con questa domanda: qual è il tuo Valore X?

Ci ho riflettuto per un po’. Credo che sia la tenacia.

Come riesci ad esprimerlo nella tua vita quotidiana?

Combattendo per quello in cui credo come donna, figlia, amica e imprenditrice.

Ci sono stati dei momenti nella tua vita in cui hai sentito che non stavi riuscendo ad esprimerlo appieno? Come hai reagito?

Più di una volta. Gli ostacoli non mancano mai e non puoi evitare eventi scioccanti, come quelli naturali. Ho reagito: questa è un’azione che già implica il non abbattersi. Piano, piano. Affidandomi alla determinazione interiore e ascoltando me stessa. E nessun altro.

Ti hanno mai detto non ce la farai mai? E tu?

Hanno tentato di spaventarmi: nel mio percorso lavorativo ho incontrato persone davvero squallide che pensavano di potermi fare paura con le loro minacce. Pensavano che essendo io molto emotiva e sorridente, avrebbero potuto abbattermi o fermarmi. Ma io non mi sono né abbattuta né fermata, ho semplicemente cambiato percorso, continuando ad essere sempre rispettosa e a lottando per i miei diritti e traguardi. Sempre con il sorriso, che è la cosa che irrita di più i disonesti.

Quali sono stati i fattori chiave che ti hanno permesso di diventare la donna e la professionista che sei oggi?

La determinazione nel voler imparare quanto più possibile e apprendere da qualunque persona abbia incontrato nel percorso. Apprendere e prendere non solo le tecniche del mestiere ma anche i pregi e difetti caratteriali. Per farmi influenzare positivamente dalle doti virtuose e per capire cosa non sarei mai dovuta diventare in riferimento alle peculiarietà caratteriali negative.

Ed è un bel bagaglio, credimi!

Sei mai stata vittima degli stereotipi?

Certo! Sia in fase adolescenziale che in quella più matura. Da ragazzina ho sempre osato nel look e pur essendo una studentessa modello da Liceo Classico, mi additavano per i capelli biondo platino con ciocche fluo e i jeans strappati. La stessa mentalità superficiale e abbastanza sempliciotta che riscontro oggi nel denigrare o offendere chi non si adegua alla massa. Per alcune persone, se sei sempre sorridente e lavori senza lamentarti, sei una sciocca donna che sta sempre sui social. Poverini! A me piacciono i colori e la vitalità, forse proprio perché il lavoro digital, l’interagire con community svariate e il relazionarsi senza pregiudizi è un carico di energia continua.

Eufemia tra 20 anni, se potessi parlare con la proiezione di te nel futuro che cosa le diresti?

Che è servito tutto. I sacrifici, i pianti, i momenti di ansia e di ripensamento. Le rughette e i capelli bianchi. Ma anche le emozioni forti, le soddisfazioni, i traguardi. Fanno parte del gioco. La vita.

Cosa pensi dell’epoca in cui viviamo?

 A me piace. Adoro il lavoro che faccio, che non pone barriere fisiche e mi permette di connettermi con chiunque. Adoro i social media, che mi permettono di lavorare con moltissime realtà e continuano a mettermi in relazione con persone meravigliose, alcune delle quali sono diventate amiche.
E adoro la domenica pranzare con i miei, coccolare il mio cane e il mio gatto, passeggiare accanto al mio mare con il mio compagno.

Questo quadretto per dire che non sono gli strumenti digitali, le tasse, le catastrofi naturali a rendere un’epoca negativa. Quello che c’è stato prima avrà avuto strumenti, catastrofi e problemi identificati con altri nomi. Quello che verrà dopo, lo stesso. Non è sempre colpa di quello che accade fuori ma di quello che sentiamo dentro. Se non ci piacciono le cose, dobbiamo cambiarle.
Quando accadono fenomeni enormi e negativi, tentiamo di fare qualcosa nel nostro piccolo per aiutare gli altri. Dobbiamo vivere da protagonisti e non da semplici spettatori!

In un momento storico in cui si continua a parlare di crisi, in cui si respira annichilimento, impotenza, sfiducia e impossibilità tu hai invece fatto il grande salto ed hai fondato un’azienda. Sei pazza o forse è arrivato il momento di lanciare messaggi diversi a chi ha voglia di fare e si è preparato per farlo?

Sono un po’ pazza. Come le mie socie Ylenia e Ciana con cui ho creato piano. Ma oltre che folli, siamo anche tre donne grintose e coraggiose. Abbiamo lavorato per molti anni in diversi contesti e società. Tutta esperienza! Ma ad un certo punto è scattato qualcosa: abbiamo capito che non eravamo delle semplici esecutive, eravamo le protagoniste delle situazioni in cui ci stavamo ritrovando, questo ci ha dato il coraggio e la carica per provare a continuare a fare quello che già facevamo ma con la nostra firma. Ci vuole molta, molta resistenza. Ogni giorno con onestà ti dico che c’è quell’attimo di “fame d’aria”. Però poi il sostegno reciproco e le soddisfazioni ti ridanno la giusta adrenalina. Bisogna essere convinti delle proprie capacità, un po’ incoscienti ma agguerriti. Sempre!

Il tuo rapporto con la paura di fallire?

Non so se sono troppo tenace o troppo energica ma questa è una delle paure che per il momento tengo bene a bada. Lavorativamente parlando affronto le sfide ogni singolo giorno e se dovesse accadere malauguratamente un intoppo sul percorso, una strada si troverebbe sempre 🙂 Jamm Bell!

Si dice sempre che le donne non siano brave a fare gruppo e collaborare, qual è stata e qual è la tua esperienza con le tue colleghe?

Penso proprio di essere l’esempio che possa attestare il contrario: ho un’agenzia fondata da 3 donne; ho una rete, creata nel digitale, composta per la maggior parte da donne che sono diventate mie sorelle (Cecilia, Monia, Berta, Vale <3); nelle società ed agenzie in cui ho lavorato ho sempre creato un particolare feeling con le colleghe donne, facendo spesso anche lotte per loro.
Ammetto che sono abbastanza guerriera e per dirla con espressione napoletana, “tengo un po’ di cazzimma”, ma sono convinta che quando le donne fanno gruppo, non ce n’è per nessuno!

Credi che i Brand possano “cambiare il mondo”?

Le persone possono cambiare il mondo. Non le markettate, i finti buonismi o i propositi di facciata.

E tu pensi che potresti “cambiare il mondo”? Cosa ti motiva o ti demotiva a riguardo?

Realisticamente penso che sia complicato “cambiare il mondo” da sola. Ho però l’ambizione di riuscire a cambiare quello che mi circonda nel mio quotidiano e che non trovo corretto. A volte lo faccio anche con troppa enfasi. Ma se ognuno iniziasse a mettere il pezzo nel posto giusto, il puzzle si comporrebbe prima.

Ti senti rappresentata e tutelata come donna dalle politiche del nostro paese?

Prossima domanda, please 🙂

Ti senti rappresentata come donna nel marketing e nella comunicazione pubblicitaria?

Fin quando nelle aziende, negli eventi e nei corsi accademici le donne, le docenti e le professioniste continueranno ad essere in evidente minoranza rispetto all’altro sesso, non mi sentirò mai rappresentata. E di professioniste in gamba, ne conosco moltissime!

Se potessi lanciare una sfida per il cambiamento sociale quale sarebbe?

Sorridere almeno 10 minuti al giorno. Sono la serenità e l’entusiasmo a muovere tutto. Io ci credo davvero.

Hai un libro da consigliarci che possa stimolarci a guardare la realtà con occhi diversi?

Consiglio “Memorie di una Geisha di Golden Arthur” per imparare a eliminare stereotipi e pregiudizi e guardare oltre l’apparenza.

Il tuo payoff personale?

Cerca #happytudine e trovi Eufemia e la sua community positiva!

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